CartaSìa

CartaSìa

nuova produzione 2021
PROGETTO, IDEAZIONE E REGIA Drogheria Rebelot
CON Miriam Costamagna, Andrea Lopez Nunes e Andrea Rizzo
MOVIMENTI SCENICI Andrea Rizzo
VOCE RADIO Massimo Somaglino
TUTOR Matteo Moglianesi
COSTUME E MASCHERA Ilaria Ariemme
PRODUZIONE BIBOteatro e Drogheria Rebelot
ORGANIZZAZIONE Paola A. Binetti
IN COLLABORAZIONE CON Laboratori Permanenti – Residenza Artistica Sansepolcro
CON IL SOSTEGNO DI Periferie Artistiche – centro di residenza multidisciplinare della regione Lazio, MIBACT Direzione Generale dello Spettacolo, Regione Lazio Assessorato alla Cultura e Politiche giovanili
LINGUAGGI UTILIZZATI teatro fisico, teatro di figura (teatro su nero)
ETÀ CONSIGLIATA a partire dai 6 anni e tout public
DURATA un atto unico di 50 minuti

spettacolo vincitore del bando Portraits on stage 2021 – Arte in cammino

spettacolo finalista del Premio N Uovo Teatro 2021

Sinossi

Bruno, artista geniale, è in crisi. Solo e senza nessun contatto con l’esterno, all’indomani di una mostra d’arte che potrebbe renderlo famoso, non è ancora riuscito a creare la sua opera. A trarlo d’impaccio dal blocco creativo sarà la materia stessa, la Carta, grezza prima e raffinata poi, che, nonostante i desideri e la volontà di Bruno, diventerà sempre più indipendente, fino a fargli scoprire che il modo migliore per stare al mondo è aprire la porta e lasciare che ognuno di noi, compresi noi stessi, vada con le proprie gambe per la strada che desidera.

Note di regia

Nel pensare questo lavoro ci siamo detti: perché non creare uno spettacolo che parli a tutti, senza aver bisogno di parole?
L’attenzione si è naturalmente posta sulla danza e sulle competenze più specifiche che essa possiede sul corpo narrante. D’altronde, se togliessimo ogni stratificazione sociale, politica, religiosa, culturale e linguistica, di cui ognuno di noi si compone, ci renderemmo conto che l’unica cosa che ci accomuna come umani è il corpo che siamo. Tutto nasce e muore sul e nel corpo e il teatro è il luogo privilegiato in cui indagare questa condizione universale.
Inoltre desideriamo che la dimensione corporea comunichi e si interfacci con il teatro di figura. La presenza costante della materia che si anima e si trasforma ci sembra ben supportata dal teatro su nero, che ci dà la possibilità di passare costantemente da reale a immaginato e viceversa.
La carta inoltre, con le sue caratteristiche di duttilità e imprevedibilità, ci sembra l’elemento chiave per parlare della lotta che porta l’artista alla creazione.
Tra il materiale e la bibliografia a cui abbiamo attinto, spicca “Fantasia” di Bruno Munari, saggio scritto nel 1977, che illustra con innumerevoli esempi, alcuni dei quali davvero spassosi, i meccanismi che regolano la fantasia. Abbiamo utilizzato quest’opera come una grammatica di scena, riflettendo sulle sue categorie e utilizzandole come guide durante esercizi ed improvvisazioni.
Questo progetto è una vera e propria dichiarazione d’amore alla carta: il suo stato grezzo e la sua naturale deperibilità ci sembra il punto di partenza ideale per parlare di creazione, con tutte le implicazioni che ciò comporta. La materia, come abbiamo potuto appurare nelle nostre esperienze con essa, può stupire e tradire, facendo accadere in scena qualcosa di così inaspettato da stupire noi stessi.

Comunicato stampa

Video trailer

Photo Gallery

Foto di Lorenzo Breschi

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