LABORATORI DI TEATRO NELLE SCUOLE

Un laboratorio di teatro “permanente”, inserito nella realtà scolastica, rappresenta per i bambini un angolo di libertà: è prima di tutto un progetto il cui fine è quello di stimolare le capacità creative del bambino. Infatti, il pensiero infantile, nell’esperienza del teatro, si realizza globalmente e le diverse intelligenze sono impegnate simultaneamente nell’azione teatrale, un pensiero agito concretamente che si alimenta nel qui e ora di un fare che riguarda lo spazio, le parole, il movimento, la scrittura e la capacità di “estroversione” (mi osservo agire), di introspezione e di relazione con gli altri.
Il training del bambino-attore si fonda essenzialmente sull’ invenzione, sulla narrazione metaforica e sulla capacità di trasformare la realtà attraverso il pensiero analogico, modalità questa, di pensare facendo, che si oppone alle abituali modalità comunicative basate sul raziocinio e sul discorso logico.
In un laboratorio teatrale scolastico, il bambino è messo in condizione di apprendere alcune specifiche abilità, come il saper riconoscere e utilizzare le proprie emozioni, saperne controllare l’intensità e la misura e, ancora, di essere in grado di riconoscere le emozioni altrui, integrandole nello scambio della relazione di gruppo.

Fare teatro nella scuola dell’Infanzia

I bambini e le bambine della scuola dell’infanzia amano i giochi del “far finta“, perché danno loro l’opportunità di esprimersi attraverso una molteplicità di linguaggi.
I bambini sono dotati di grande fantasia, ed è questa l’età in cui iniziano a raccontare e raccontarsi storie con l’abilità di vedere cose che non ci sono e a rappresentarle. Nutrono il desiderio e il bisogno di mettersi in gioco, fare movimento, divertirsi e iniziare a relazionarsi con i propri pari.
È infatti attraverso la sperimentazione, la simulazione di personaggi, la simbolizzazione di esperienze personali, che il bambino esterna le proprie emotività nascoste, riesce a riconoscere le proprie emozioni, e a comunicare la propria identità, permettendo così anche all’adulto che lo osserva, di valutare e promuovere interventi educativi miranti alla socializzazione, all’integrazione nel gruppo, allo sviluppo del senso dell’iniziativa personale.
Attraverso i giochi simbolici e teatrali, i bambini arrivano a conquistare in modo profondo e spontaneo, alcune importanti competenze verbali, motorie e cognitive, e a vivere forti gratificazioni sul piano affettivo e relazionale; inoltre queste attività contribuiscono a rendere i bambini più autonomi, sia nel gioco libero che nelle attività organizzate.
Il “far finta di”…. si trasforma così nel fare spettacolo, teatro e permette agli stessi di crescere e di sviluppare la propria creatività, di esprimere paure, sentimenti e incertezze; di allargare la fiducia in se stessi e negli altri; di valorizzare le diversità per un reciproco arricchimento; di liberare la fantasia; di avvicinarsi al mondo della musica e del teatro.
Il fine di tale attività non è tanto lo spettacolo, piuttosto quanto il percorso per scoprire le proprie e personalissime capacità creative e comunicative, che diventano bagaglio personale di ciascuno.

Fare teatro nella scuola Primaria

Gli elementi che il teatro aiuta ad elaborare sono:
Consapevolezza di sé, abilità sociali, padronanza di sé, motivazione, empatia, intelligenza emotiva, intelligenza cognitiva, spirito d’iniziativa, flessibilità-adattabilità, ascolto.
Ascoltare i propri e i bisogni altrui, rispettare le necessità fisiologiche e psicologiche è un atto, oggi più che mai, di grande impegno e difficoltà; l’ascoltare implica delle scelte che possono incidere sulla realtà, sia personale che sociale.
Nel laboratorio teatrale è fondamentale da parte di chi conduce avere capacità di ascolto, soprattutto nei confronti di quei bambini che chiedono più tempo, individuando la lentezza come un elemento naturale d’apprendimento.
Anche la presenza di bambini con difficoltà motorie o d’apprendimento, all’interno di un laboratorio teatrale con finalità educative, può divenire promotrice di straordinari cambiamenti. L’espressione o il gesto del bambino con difficoltà motorie o d’apprendimento deve essere trasformato da segnale inerte in trasmissione e quindi punto di partenza di un lavoro che coinvolga complessivamente il gruppo.
Il contesto del teatro e le attività ad esso connesse devono essere per l’educatore, ma anche per l’operatore teatrale, una reale occasione di messa in discussione, anche per commisurare le sue eventuali difficoltà di relazione, per svincolarsi dai pregiudizi dovuti alla consuetudine che, di fatto, impediscono di acquisire nuovi mezzi per una proposta di attività realmente alternativa.

Metodologia

Gli alunni coinvolti appartengono sempre al gruppo classe, con fasce di età mista dai 3 ai 5 anni, nella scuola dell’Infanzia, e divisi per classe nelle primarie.
È fondamentale la presenza attiva dell’insegnante di classe.

Il percorso di gioco-teatro con i bambini dell’infanzia parte da giochi di conoscenza, di imitazione, di osservazione del volto, delle mani, di scoperta dei movimenti del nostro corpo e di relazione con lo spazio circostante e di relazione con gli altri. Attraverso il senso dell’udito, della vista e del tatto e per mezzo di fiabe o storie o filastrocche, esploreremo la realtà e accoglieremo e cercheremo di comprendere le sensazioni percepite.
Il numero di incontri è da stabilire direttamente con le insegnanti di classe.
Con i bambini delle primarie, il percorso di un laboratorio teatrale parte da un training fisico
(riscaldamento, esercizi di coordinazione, giochi di conoscenza, giochi per stimolare la fiducia, rilassamento ….)
Segue poi un lavoro di improvvisazione, attraverso l’ascolto di una storia e la sua rielaborazione da parte dei bambini, che può sfociare in una messa in scena del lavoro svolto in classe o in un’ultima lezione aperta al pubblico.

Comunicato stampa

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