FABULE & SCARPULE

di e con Miriam Costamagna e Andrea Lopez Nunes
scene Massimo Tranchina e Andrea Lopez Nunes
costumi Eliana Borgonovo

Produzione  BIBOteatro

 

guida tematica fiabe della tradizione, giocare con le fiabe, utilizzo di oggetti quotidiani per inventare storie.

età consigliata:  dai 4 ai 10 anni

Durata/opzioni: una fiaba – 40 minuti | due fiabe – 55 minuti
È inoltre possibile, a seconda dello spazio e della richiesta, una versione “a episodi”, ovvero con una fiaba per ciascun episodio, intervallati da una pausa di minimo 30 minuti.

Linguaggi utilizzati: teatro d’attore, teatro di figura, maschera

 

Sinossi
Due apprendisti calzolai, Chris e Hans, vagano di città in città con il loro carretto per vendere le scarpe delle fiabe costruite dal Mastro Scarpolaio. Durante l’esposizione del loro vasto assortimento, finiscono per raccontare e interpretare le fiabe che hanno rifornito.
Il carretto con il quale viaggiano non è un semplice contenitore: è una casetta con le ruote, è un espositore con ribaltina dove vengono mostrate le scarpe in vendita, è un teatro per burattini, ha un tetto che una volta ribaltato diventa un mare con barche in origami e ha due trampoli come maniglie per spingerlo.
Lo spettacolo mescola diversi generi e codici teatrali, che vanno dalla narrazione, al teatro di figura, all’utilizzo di maschere.
Lo spettacolo può essere messo in scena sia in forma di teatro di strada sia all’interno di spazi teatrali anche di piccole dimensioni. Inoltre a seconda della richiesta o situazione, può essere composto da una singola fiaba, più adatto nel caso di teatro di strada, oppure composto da due fiabe unite.
Le fiabe narrate sono:

 Gli stivali del Gatto
Il figlio di un mugnaio, alla morte del padre, riceve in eredità un gatto che, nonostante le apparenze, rappresenterà la sua fortuna. L’animale infatti, indossati gli stivali del suo padrone, lo aiuterà a conquistare la fiducia del Re, l’amore della Principessa e le ricchezze dell’Orco cattivo.

I Topini e il Calzolaio
Pochi giorni prima di Natale, un povero e vecchio calzolaio deve realizzare un paio di scarpe per il matrimonio del sindaco. Purtroppo si ritrova a letto con la febbre e senza più filo da cucire che il gatto Serafino gli aveva nascosto per dispetto: infatti il calzolaio aveva liberato i topini dalle trappole del gatto. Questi, per ricompensare il calzolaio della sua gentilezza, finiranno al suo posto di realizzare le scarpe.

Note di Regia
“Fabule & Scarpule”
nasce dalla volontà di mettere in scena fiabe classiche e non, a partire da un elemento ricorrente: le scarpe.
Che siano quelle rosse o quelle di cristallo di Cenerentola, le scarpe sono il simbolo del viaggio e quindi dell’evoluzione del personaggio che le indossa: rappresentano una crescita interiore, spesso collegata al passaggio dall’infanzia all’età adulta. Come scrive Clarissa Pinkola Estés in “Donne che corrono coi lupi”, le scarpe possono avere anche una valenza psicanalitica: proteggono e difendono ciò che ci tiene in piedi.
Nel caso de “Gli Stivali del Gatto” sono di aiuto all’animale, simbolo stesso di intelligenza e arguzia, che avvierà il protagonista alla sua auto-affermazione. La fiaba inizia con la morte del padre del giovane, e sarà il gatto ad affiancarlo come aiutante e a garantirgli un’elevazione: il gatto lo nominerà Marchese di Carabàs avvicinandolo così a ciò che è destinato a diventare, ovvero il marito della figlia del Re. Il gatto con gli stivali è un fiabesco dio Mercurio, dotato come è noto di calzari alati. Anche il gatto ha i piedi “alati”, muniti di stivali, che lo fanno viaggiare velocemente e annunciare l’arrivo del suo padrone. La velocità dei piedi è uguale alla velocità della mente: persuade, gioca d’astuzia, incanta con la parola, fino a raggirare l’orco, simbolo di colui che  soddisfa esclusivamente i propri bisogni istintivi e materiali.
Ne ”I Topini e il Calzolaio” gli stivali del sindaco devono essere fabbricati in tempo per il suo matrimonio e diventano l’obiettivo stesso della fiaba: il lavoro del calzolaio, infatti, è di vitale importanza in quanto la sua riuscita gli permetterà di non morire di fame. L’empatia animale, il talento e l’amore per il proprio lavoro sono i temi centrali di questa fiaba.

 

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